Amore, dedizione e tradizione; I tre ingredienti di Casale Pietropaolo
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Dalle falde del Monte Somma alle tavole degli Italiani. La storia di una lunga tradizione contadina; Casale Pietropaolo raccontato da Francesco Espresso.

 

 

Abbiamo intervistato Francesco Espresso di Casale Pietropaolo che, assieme alla sua famiglia, da oltre mezzo secolo portano avanti ciò che  nonno Ciro (Ciro Pietropaolo) assieme ai suoi zii diedero origine. Un racconto fatto di amore e rispetto per il territorio, di dedizione e di tanti sacrifici per realizzare prodotti oggi, proprio come 50 anni fa.

 

Ciao Francesco grazie per essere qui con noi oggi. Raccontaci un pò la tua anzi, la vostra storia.

 

 

Come nasce Casale Pietropaolo?

L’ azienda agricola Casale Pietropaolo è frutto dell’ultima generazione. Costituita appena  tre anni fa nel 2017 ma, le vere e proprie radici hanno una storia che arriva da lontano.

In seguito alla scomparsa prematura dei suoi genitori, mio nonno Ciro Pietropaolo, andò a vivere al casale in campagna di tre suoi zii, “zitelli”.

Da sempre la loro principale fonte di sostentamento è stata rappresentata dall’agricoltura.

Già a quei tempi, molto famosi per la qualità dei loro prodotti che solitamente commerciavano al porto di Napoli ed, alcune volte barattavano con baccalà essiccato o con formaggio stagionato, da lì il soprannome “E cas viecchie” che tradotto significa letteralmente “i caci vecchi“.

Il Casale si trova alle falde del Monte Somma, a Pollena Trocchia per l’esattezza, in un area dove il tempo sembra si sia fermato. L’aria pulita, il terreno vulcanico, l’ottima esposizione al sole, restituiscono un senso di pace tanto che in questi luoghi amava ritirarsi per pensare e prendere ispirazione per le sue opere il celebre compositore ottocentesco bergamasco Gaetano Donizetti  ed è proprio in questo contesto meraviglioso che hanno luogo le nostre coltivazioni.

La superficie coltivata è di soli cinque ettari.

Due di questi a campo aperto, e coltiviamo il nostro pomodorino del Piennolo del Vesuvio a marchio DOP ed  il pomodorino giallo giagiù.  

Lo facciamo come ci è stato tramandato; Infatti vengono trapiantati alla fine di Marzo e raccolti da Giugno fino a fine Agosto con una resa di circa duecento quintali per il piennolo rosso e centocinquanta per il giallo.

 

Amore, dedizione e tradizione i tre ingredienti di Casale Pietropaolo

 

 

Nel periodo autunnale ed invernale facciamo rotazione con un prodotto neonato nel  Presidio Slow Food  ovvero il Pisello Cento Giorni del Vesuvio, che viene seminato da metà Ottobre e raccolto nei mesi primaverili da Marzo a Maggio

Le rese  sono ancora basse visto che siamo solo 10 produttori o meglio, siamo i custodi di questa varietà.

Gli altri restanti ettari sono dediti a frutteti: Albicocche del monte somma presidio slow food, ciliegia del monte somma o durona, prugna santa rosa, noci varietà di Sorrento, uva Catalanesca.

Inoltre produciamo 3 tipologie di miele interamente artigianali e sono: Il miele di castagno del Vesuvio a marchio IGP, il miele millefiori e melata di bosco.

Il nostro obiettivo oltre la qualità è uno solo; Preservare la genuinità dei prodotti osservando un doveroso rispetto per le varietà che abbiamo scelto di coltivare mantenendo le vecchie tradizioni vesuviane e strizzando un occhio al futuro, per valorizzare questa magnifica biodiversità che ci offre sua maestà il Vesuvio.

 

Quali sono i principi di coltivazione che seguite, a quali valori etici fa riferimento la vostra azienda?

Ci basiamo suoi i tre principi fondanti del presidio slow food della quale facciamo parte e ne andiamo fieri; Il prodotto che coltiviamo deve essere buono nel gusto, pulito nei confronti del nostro pianeta e giusto sia per chi lo produce che per chi acquista.

Inoltre cerchiamo di limitare le lavorazioni meccaniche e i nostri frutteti sono in conversione Biologica.

 

 

Sappiamo che alcuni dei vostri prodotti fanno parte del presidio slow food e tu sei parte integrante di questo grande progetto; vuoi parlaci dell’importanza dei presidi e della missione di salvaguardia dei prodotti locali?

 

Casale Pietropaolo coltiva tre presidi Slow Food: “Pisello cento giorni del Vesuvio” , “Vecchie varietà di Albicocche del Vesuvio “ e la nuova nata “Torzella Riccia

I presidi non sono altro che delle comunità riunite sotto il marchio Slow Food  lavorando ogni giorno per salvare dall’estinzione razze autoctone, varietà di ortaggi e di frutta, pani, formaggi, salumi, dolci tradizionali ed altro ed il loro impegno è tramandare tecniche di produzione e mestieri. Ci prendiamo cura dell’ambiente, tramandiamo cultura, storia e tradizione.

il nostro compito e quello di salvaguardare e valorizzare l’agro biodiversità ancora presente sul territorio, combattere i cambiamenti climatici, supportare le piccole aziende, recuperare le antiche tradizioni culturali presenti nella nostra Comunità.

 

 

Perché comprare locale è meglio? È solo una questione di salvaguardia del territorio? In pratica quali sono i benefici?

Vedi, ci troviamo in un periodo di forte difficoltà e le persone sono costrette a prendere decisioni molto veloci, spesso dettati dalla paura dell’incertezza ma anche da una forte calata economica.

Inoltre le pubblicità che occupano completamente il mainstream invadono la nostra mente di messaggi sbagliati che fanno leva sul prezzo sempre basso (per noi troppo basso a garantire qualità).

Noi non guardiamo questo, anzi ogni giorno il nostro compito di produttori ma, prima di tutto contadini e quello di diffondere la cultura per il buon cibo che va oltre alla questione del prezzo.

Qui potrei aprire un mondo ma mi soffermo solo su questo;

I piccoli produttori e i mercati di quartiere offrono sempre prodotti del territorio, freschi e di qualità artigianale.

Sono soggetti a minori lavorazioni ed il trasporto è quasi inesistente e questo  garantisce una filiera alimentare corta.

Di conseguenza il risultato è uno solo: Prodotti più ricchi di sostanze nutrienti.

Comprare in questi luoghi non solo ha un giovamento in termini di salute ma si contribuisce attivamente a mantenere intatte le antiche tradizioni contadine che altrimenti andrebbero perse.

Ringraziamenti:

Grazie a Francesco Espresso e tutto il team di  Casale Pietropaolo. 

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Published by

Matteo Leri

Copywriter, Italo Argentino, sono sempre stato appassionato di food e questa mia passione mi ha portato ad imparare a scriverne. Per Reciper infatti scrivo e soprattutto sono tester ufficiale di tutte le ricette degli chef :P. Influenzato da due grandi culture presenti nella mia famiglia (Italiana e Argentina) hanno creato una buona forchetta al quadrato, me!

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